Sorprese sul raffreddamento dell’ Atlantico: un blob genera un altro blob?

Sorprese sul raffreddamento dell’ Atlantico: un blob genera un altro blob?

Si è parlato l’altro ieri di come sia arrivata la conferma che la corrente del Golfo (cioè quel fiume di acqua calda che assieme alla semplice presenza dell’oceano rende l’Europa del Nord relativamente mite a dispetto della sua elevata latitudine) abbia subito un drammatico indebolimento negli ultimi 40 anni. Il segno più evidente sembra essere il fatto che da circa 21 mesi le acque dell’Atlantico del nord sono più fredde della norma (agosto 2015 a parte), che fino ad ora era semplicemente stato considerato un possibile precursore dell’imminente inversione di segno dell’AMO (cioè periodico raffreddamento naturale dell’Atlantico).

Tralasciando per un momento lo scioglimento dei ghiacci polari e groenlandesi e il rallentamento della Corrente del Golfo, cerchiamo di capire cos’altro può esserci in gioco.

Qualche tempo fa su questo blog avevo proposto altri due possibili “colpevoli” (sui primi due probabilmente mi ero almeno in parte sbagliato, lo ammetto) osservando come l’improvviso raffreddamento dell’Atlantico abbia accelerato da meno di due anni.

E’ una coincidenza che negli ultimi due anni si siano viste temperature generalmente molto al di sotto della media negli USA orientali e spesso anche nel Canada orientale, sia d’inverno sia d’estate? Gli ultimi due inverni in Nordamerica, soprattutto negli USA orientali, sono stati assolutamente più freddi del normale. Il 2013-2014 è stato il 3o inverno più freddo degli ultimi 50 anni negli USA (vedi QUI). Il 2014-2015 è stato anch’esso molto freddo e nevoso negli USA orientali (vedi QUI). Anche le estati negli USA orientali non sono state da poco (vedi QUI l’estate 2014). L’estate 2015 è andata ancor peggio).Tutto ciò a causa di una configurazione meteo che ha visto la continua risalita di aria calda sul Nordamerica occidentale (a causa di un anomalo “blob” di acque più calde tra California e Alaska – BLOB 1) e di conseguenza continue discese di aria gelida sugli USA orientali, che a loro volta si trasferivano come basse pressioni sull’Atlantico, con tempo nuvoloso e fresco su vasti tratti di oceano. Tutto ciò ha contribuito al raffreddamento dell’Atlantico. Un perfetto esempio di questa configurazione è il trimestre invernale  2014-2015

Anomalie termiche nel Nordamerica da Dicembre 2014 a febbraio 2015. Caldo ad ovest, freddo ad est.
Anomalie termiche nel Nordamerica da Dicembre 2014 a febbraio 2015. Caldo ad ovest, freddo ad est. Fonte http://models.weatherbell.com/temperature.php

Nello specifico abbiamo cerchiato due zone, da cui acqua più fredda è arrivata nell’Altlantico. Una (quella a nord) è la zona della baia di Hudson – Isola di Baffin – Groenlandia. La seconda è quella più in basso, corrispondente alle zone relativamente più fredde durante l’ultimo inverno, le cui acque vengono coinvogliate dai Grandi Laghi lungo il fiume S. Lorenzo fino all’Atlantico del nord (immagine in basso).

Bacino fluviale dei Grandi Laghi americani. Fonte http://www.attivitasolare.com/raffreddamento-corso-il-punto-della-situazione/
Bacino fluviale dei Grandi Laghi americani. Fonte http://www.attivitasolare.com/raffreddamento-corso-il-punto-della-situazione/

Si può presumere che l’afflusso di acqua fredda nell’oceano e le condizioni meteo perturbate abbia avuto un certo effetto raffreddante, visto che l’attuale anomalia negativa (BLOB 2) si è espansa a partire dalle acque al largo degli USA Orientali e dal Canada (vedi frecce). Non solo, ma l’acqua più fredda e dolce proveniente dalle nevicate record deve aver decisamente interferito con la Corrente del Golfo. Per verificare andiamo a vedere meglio le anomalie termiche a livello globale dal 1 gennaio 2015 (chiedo scusa, l’immagine purtroppo è venuta sfocata. Guardate i colori: blu = freddo, arancione = caldo. la fonte è di nuovo http://models.weatherbell.com/temperature.php

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Si nota una certa dispersione delle anomalie termiche negative (blu scuro) da ovest verso est nell’Atlantico del nord, con anomalie meno intense via via che ci si allontana verso est dal Nord America. Quindi gli inverni USA hanno senza dubbio avuto il loro peso.

Inoltre bisogna considerare l’attuale minimo solare? Dal 2007-2008 sono iniziati sia il raffreddamento dell’Atlantico sia l’attuale minimo solare con tutte le sue conseguenze (vedi QUI il mio articolo al riguardo). Le due cose potrebbero essere collegate? Non si capisce come. Se consideriamo l’effetto raffreddante del minimo solare, dovremmo pensare a livello perlomeno emisferico. Un legame probabilmente c’è, ma non sappiamo quale sia…
Conclusioni: Quando si parla di clima, ogni situazione è inedita. Si tratta di un sistema assolutamente imprevedibile. E’ probabile che i recenti inverni freddi negli USA abbiano contribuito ad innescare un raffreddamento locale dell’Atlantico e a rallentare la Corrente del Golfo. Se questa situazione non cambierà, potremmo assistere nei prossimi anni ad un enorme raffreddamento dell’Atlantico e a seguire dell’Europa.
La cosa ironica, considerando tutto, è che il “BLOB” di acqua calda nel nord-est del Pacifico, che tanta disperazione ha causato tra i freddofili, potrebbe essere tra i responsabili del simmetrico BLOB di acqua fredda che si sta espandendo a partire dall’Atlantico del nord. In ogni caso la colpa non sembra essere né del riscaldamento né del raffreddamento globale, stiamo parlando di specifici pattern meteorologici.  Vediamo cosa ci riserva il futuro. Ne riparleremo nei prossimi giorni, visto che le conseguenze sono già ora piuttosto evidenti…

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