Estate 2015 in ottica glaciale

Estate 2015 in ottica glaciale

E’ quasi certo che la fine dell’attuale interglaciale sia imminente, come io stesso ho riportato QUI e QUI (entro 1000-2000 anni al massimo). Tuttavia, si dice spesso il riscaldamento globale (di origine umana?) avrebbe ritardato tale processo. Ma sarà vero? Guardiamo ad esempio a quest’estate 2015. Sappiamo per certo che un periodo glaciale parte da un minor scioglimento di ghiacci e nevi durante l’estate. Iniziamo allora ragionare guardando l’ultimo massimo glaciale, 18mila anni fa, quando l’ultimo periodo glaciale era giunto all’apice. 

importante
Questo, che ci piaccia o no, è il futuro del pianeta.

Viene spontanea una domanda: Da dove “partono” i ghiacci che arrivano ad estendersi su vaste porzioni del globo? Schematicamente possiamo individuare cinque zone nella mappa, numerate per importanza da 1 a 5.

1) Antartide. Il luogo più freddo della terra. Il 90% di tutto il ghiaccio della terra si trova lì. Non solo è enorme e freddissima, ma la sua espansione può creare notevoli disturbi alla circolazione oceanica. Inoltre i suoi ghiacci marini arrivano relativamente a sud, quindi riflettono molta luce solare.

2) Groenlandia. Una sorta di Antartide più piccola. La Groenlandia ospita la più vasta calotta glaciale dell’emisfero nord e svolge un ruolo fondamentale nel raffreddare l’oceano circostante e contribuisce a tenere basso il livello dei mari. La sua espansione potrebbe quindi raffreddare notevolmente i mari circostanti, con effetti a catena sulla Scandinavia.
3) Isola di Baffin: Si tratta di un’isola grande quasi il doppio dell’Italia (500mila km2 contro 300mila), in gran parte montuosa e libera da nevi e ghiacci solo per 1-2 mesi l’anno (luglio e Agosto). La maggior parte delle cappe glaciali sono presenti nella parte nord, ma potrebbero crescere ed estendersi anche più a sud..Si tratta come già detto di un’isola libera da ghiacci e nevi solo per 1-2 mesi l’anno, quindi si tratta di un punto particolarmente sensibile ad eventuali estati fredde. Un suo raffreddamento avrebbe effetti a catena anche sull’Altopiano del Labrador e sulla Groenlandia. Ero indeciso su chi mettere tra Baffin e Groenlandia al secondo posto, ma la Groenlandia è semplicemente immensa..
4) Penisola scandinava: La Scandinavia è in parte coperta da catene montuose, luoghi ideali per la formazione di grandi ghiacciai. I ghiacci che inglobarono l’Europa probabilmente partirono da questa zona (anche gli Urali sono piuttosto freddi, ma le mappe degli ultimi periodi glaciali mostrano una calotta centrata sulla Scandinavia e poco estesa in quella zona. E’ probabile che i grandi ghiacci ad ovest bloccassero l’umidità in arrivo..)
5) Altopiano del Labrador: Si tratta di un vasto altipiano nel Canada orientale, altro circa 600 metri. I ghiacci sull’altopiano, assieme a quelli dell’isola di Baffin, furono gli ultimi a sciogliersi quando la calotta nordamericana collassò alla fine dell’ultimo interglaciale. Di conseguenza si tratta di una zona molto adatta alla formazione di ghiacci permanenti..

Abbiamo visto cinque zone chiave. I periodi glaciali iniziano quando sopratutto in queste zone le estati non riescono a sciogliere tutta la neve accumulata nei mesi precedenti. Si può dire che una cosa del genere sia successa nell’estate 2015? Se così fosse, dovremmo pensare che la natura stia facendo il suo corso e l’interglaciale si stia avvicinando alla fine… 

Vediamo i dati, confrontati con la media termica degli anni 1981-2010. Purtroppo le mappe NOAA mancano di dati per l’isola di Baffin del nord e l’Antartide, e sono disponibili solo per giugno e luglio. Vediamo quindi sia il NOAA sia weatherbell (come già detto a me il NOAA non piace Per una serie di ragioni , ma è considerato da molti una fonte affidabile, quindi per non scontentare nessuno lo includo..).

Ecco le mappe per giugno (sopra) e luglio (sotto)

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Manca agosto. E mancano anche i dati dell’Antartide. Per quanto riguarda il nord dell’isola di Baffin di nuovo mancano i dati. Passiamo quindi a weatherbell, le cui mappe sono reperibili QUI. Nell’ordine: anomalie termiche globali di superficie di giugno, luglio e agosto 2015.

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Anomalie globali di luglio 2015. Fonte http://models.weatherbell.com/temperature.php

Anomalie globali di agosto 2015

Dunque, ricapitoliamo zona per zona dalla più importante, usando tutte le carte. Facciamo una sorta di “pagellone” dell’estate 2015:
1) Antartide: Nettamente sottomedia, di almeno 1,5°C. Fa molto freddo lassù, anche le OTTO stazioni del Noaa sono in gran parte sotto media (e di molto più di 1°). Naturalmente nell’emisfero sud è inverno, bisognerà vedere l’estate ma al momento promette bene. Reggono un po’ meno i ghiacci marini, ridiscesi nella media dopo cinque anni di boom; Per il momento la situazione sembra temporanea, colpa forse delle anomalie termiche positive di Agosto al largo dell’Antartide (ultima mappa). FREDDO (ovvero anomalie sotto -1°C)
2) Groenlandia: ne abbiamo già parlato QUI. Considerando anche le mappe di sopra, i dati mostrano un’estate più fredda della norma e con perdite glaciali ridotte rispetto agli anni scorsi. ABBASTANZA FREDDO/FREDDO (anomalie complessive attorno a -1°)
3) Isola di Baffin: I dati noaa mostrano un sottomedia nella parte meridionale dell’isola a giugno e luglio. Per tutto il resto dobbiamo affidarci a Weatherbell, che mostra per l’intera isola scarti rispetto alla media di -2° a giugno, seguiti da uno speculare sopramedia a luglio e da temperature complessivamente nella media ad agosto. NELLA MEDIA
 4) Scandinavia: i dati Noaa mostrano freddo inusuale a giugno e luglio, e (secondo weatherbell) temperature sopra la media ad agosto. Complessivamente non si può parlare certo di un estate calda, anche se l’agosto sopra la media ha di sicuro ridotto i guadagni di massa glaciale. FREDDO. (e salvo giugno ha fatto piuttosto freddo pure negli Urali, che ormai non vedono l’estate da due anni)

5) Altopiano del Labrador: piuttosto caldo a giugno e agosto, relativamente freddo a luglio. ABBASTANZA CALDO. (anomalie termiche complessive sopra la norma)

Le conclusioni? Dove serve per la prossima era glaciale non ha fatto certo caldo, anzi, complessivamente ha fatto piuttosto freddo. Non so quando comincerà la prossima glaciazione, ma l’estate 2015 a me sembra un piccolo passo in quella direzione. Anche El Nino potrebbe dare una mano, immettendo in atmosfera l’umidità necessaria ad ulteriori nevicate. Ne riparleremo, come riparleremo del NOAA e dell’Atlantico..
PS: L’Alaska (più fredda della norma quest’estate) e la Siberia orientale (più calda della norma quest’estate) erano libere da grandi calotte glaciali, quindi non sono incluse nell’analisi. Anche di questo riparleremo…

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2 pensieri riguardo “Estate 2015 in ottica glaciale

    1. Ti riferisci al polo geografico o a quello magnetico? Comunque per ora non ci sono evidenze di grossi spostamenti di poli, continenti o simili negli ultimi millenni. Comunque la questione è oggetto di qualche dubbio, soprattutto perché l’Alaska era libera dai ghiacci, fatto che porta alcuni ad ipotizzare che si trovasse a latitudini più basse. Inoltre alcuni collegano le ere glaciali ad escursioni del campo magnetico. Purtroppo non sono un esperto in questa materia, mi spiace…

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